Sex Work, Turismo e Piattaforme Digitali: pubblicata la mappa cross-border su migrazione e lavoro sessuale

Il report che segue come il turismo internazionale, le rotte migratorie e la digitalizzazione stiano ridisegnando il lavoro sessuale e i quadri normativi da Roma a Bogotà, da Copenaghen a Bangkok. Focus sulla migrazione brasiliana.

Aug 26, 2026
Sex Work, Turismo e Piattaforme Digitali: pubblicata la mappa cross-border su migrazione e lavoro sessuale
Photo by Mary Anne Twimbers / Unsplash

I dati sulla domanda e offerta e l’analisi della presenza di professioniste brasiliane.

Durante il periodo estivo il mercato del sesso a pagamento subisce una stagionalità. La presenza di professioniste aumenta, soprattutto in zone turistiche, ma senza un reale spopolamento delle zone non turistiche.

Il report “Sex Work, Turismo e Piattaforme Digitali”, pubblicato SimpleEscort all’interno del proprio progetto editoriale SimpleMedia, con contributi della Sex Expert italiana Anita Richeldi e della ricercatrice brasiliana Carolina Bonomi (PAGU/Unicamp), mette a confronto per la prima volta i dati demografici della comunità brasiliana in Italia con l'evoluzione transnazionale del lavoro sessuale, delle piattaforme digitali e del turismo internazionale.

L'incrocio restituisce un fenomeno più articolato di quanto la cronaca isolata suggerisca spesso: la componente brasiliana in Italia è, in primo luogo, una comunità di lavoratrici e lavoratori del settore domestico, della cura e della ristorazione: numericamente consistente, in alcune aree profondamente radicata da generazioni, in altre del tutto assente.

Solo in alcuni hub urbani, Torino e Milano su tutti, la letteratura sociologica e sanitaria documenta da decenni anche una componente specifica di sex work, in prevalenza trans, che si muove lungo lo spettro previsto dalla legge italiana tra autonomia piena e sfruttamento.

Il quadro nazionale italiano: turismo record e mercato digitale

Il report colloca questi dati locali dentro una cornice nazionale segnata da un turismo ai massimi storici: secondo l'ISTAT l'Italia ha registrato nel 2024 139,6 milioni di arrivi e 466,2 milioni di presenze (rispettivamente +4,5% e +4,2% sul 2023), mentre l'OCSE (Tourism Trends and Policies 2026) raccomanda a 53 Paesi politiche turistiche più flessibili.

In questo contesto, analizzato da Anita Richeldi, il settore dei servizi per adulti emerge come un osservatorio parallelo dei flussi umani e finanziari legati al turismo: nel 2025 il principale portale italiano di settore ha registrato oltre 1.700.000 utenti unici mensili (+22,3% su base annua) e un incremento delle ricerche del 20%, con un'offerta complessiva di circa 8.000 sex worker iscritte e 10.000 annunci mensili, così ripartiti: 87,49% donne, 10,96% escort trans, 1,55% profili maschili.

La "Girlfriend Experience" compare nel 34,55% degli annunci e il 20% offre contenuti o videochiamate a distanza; l'87,20% degli utenti si collega da smartphone.

I dati di SimpleEscort Italia che confrontano il mese di maggio 2026 con il mese di luglio 2026 mostrano andamenti differenziati per zona.

  • In Sardegna gli annunci di escort crescono del 20% e le ricerche degli utenti del 10%. La concentrazione maggiore è nella zona sud dell’isola (Olbia e provincia in primis) e in Costa Smeralda.
  • A Como gli annunci aumentano del 7% e le ricerche degli utenti del 12%. Questo incremento è riscontrabile anche grazie alla notorietà crescente della città legata a frequentazioni Vip e importanza calcistica internazionale.
  • Nell'area di Brescia gli annunci crescono del 16%; le ricerche del 4%. Desenzano del Garda è la capofila per quanto riguarda presenza di escort in provincia in questo periodo.
  • A Torino gli annunci restano stabili mentre le ricerche calano del 5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, compatibile con lo spopolamento della città per il periodo estivo.
  • A Milano gli annunci restano stabili. La City rimane viva e piena, forte anche del fatto che le ricerche degli utenti sono aumentate del 13% grazie probabilmente all’onda di turisti di passaggio.
  • A Firenze gli annunci aumentano dell’11%, mentre le ricerche del 4%, anche qui per una spinta legata al turismo.
  • In Liguria: le località con il più alto tasso di presenza sono Portofino e Santa Margherita Ligure, dove si registra complessivamente un aumento del 15% di annunci escort e il 7% di aumento di ricerche da parte degli utenti. Anche Alassio si risveglia (+14% di annunci e +2% di ricerche) e Sanremo e Bordighera si animano in modo vivace registrando complessivamente un +17% di annunci escort e un +11% di ricerche da parte degli utenti. Genova rimane stabile come presenza di annunci e registra un +9% nelle ricerche utenti.
  • A Roma: gli annunci restano stabili mentre le ricerche aumentano del 7%

L'Italia resta anche una storica destinazione europea per le lavoratrici migranti e transmigranti, specialmente dal Brasile.

Le rotte dal Brasile: mobilità sociale, non solo "tratta"

L'analisi di Carolina Bonomi, ricercatrice e dottoranda brasiliana in Scienze Sociali (PAGU/Unicamp), attivista per i diritti delle lavoratrici del sesso, ricostruisce i flussi verso l'Europa e in particolare verso l'Italia, dove la popolazione residente brasiliana è passata dalle 11.000 unità degli anni '80 a circa 85.000 nel 2010 (dati Instituto Diáspora Brasil).

Richiamando gli studi di Piscitelli, Teixeira e Agnoleti, il report sottolinea come la transmigrazione delle lavoratrici cis e trans non sia riducibile al solo concetto di "traffico", ma costituisca spesso un progetto di mobilità sociale, economica, estetica e corporea, sostenuto da reti transnazionali di mutuo aiuto per alloggi, informazioni legali e strategie di sopravvivenza.

Il rapporto IPEA (Moraes, 2022) e le ricerche di Patriarca (2025), tuttavia, segnalano come le rilevazioni istituzionali soffrano spesso della fusione arbitraria tra prostituzione autonoma, migrazione irregolare e tratta, trasformando categorie come "brasiliana" o "travesti" in marcatori penali e morali più che in dati sociali affidabili.

La comunità brasiliana in Italia: un quadro trainato dal lavoro di cura

A livello nazionale la comunità brasiliana residente in Italia conta circa 50.000-52.000 persone, con una netta prevalenza femminile (circa il 70% contro il 30% di uomini), un rapporto tipico delle migrazioni femminili legate al lavoro domestico e di cura.

Roma è la città con più residenti, seguita da Milano e Torino; a livello regionale la Lombardia ospita da sola oltre un quarto del totale nazionale.

La fotografia cambia sensibilmente a seconda del territorio. A Milano, secondo polo urbano dopo Roma, risiedono circa 3.000-3.200 brasiliani in città e oltre 14.000 nell'intera Lombardia: una presenza soprattutto lavorativa, tra collaborazione domestica, assistenza alla persona e ristorazione.

A Torino la comunità è tra le più storicamente radicate d'Italia, con oltre 5.500 residenti in Piemonte, cifra alta legata anche al fenomeno dei discendenti di emigrati italiani ("oriundi") che rientrano sfruttando lo ius sanguinis.

Il sex work: una componente minoritaria, concentrata in pochi hub e giuridicamente autonoma per legge

Il report di SimpleEscort incrocia due tipi di dati sulle città analizzate: gli studi sociologici e sanitari sulla componente brasiliana specifica (più datati, spesso tra gli anni '90 e il 2011-2016) e i dati 2025-2026 direttamente della piattaforma di annunci.

Milano e Torino restano le città italiane più studiate per la componente trans brasiliana nel sex work. A Milano la letteratura sanitaria documenta da tempo una popolazione trans sudamericana attiva in città, storicamente presente sia in strada sia, sempre più, indoor e online.

A Torino, insieme a Milano e Roma tra le città più ricorrenti negli studi sul sex work trans brasiliano in Italia, la cronaca specializzata descrive il meccanismo del "prestito tra amiche", chi arriva si appoggia a chi è già radicata, un sistema che può restare solidale e autonomo oppure scivolare in sfruttamento informale.

I dati di SimpleEscort mostrano che a livello nazionale le nazionalità più diffuse tra le sex workers sono: italiana (25%), brasiliana (16%), colombiana (9%), cinese (7%). Troviamo lo stesso spaccato anche nelle varie città analizzate. Le ricerche invece dei clienti delle escort danno questo risultato: italiane (30%), brasiliane (14%), rumene (8%), cinesi (6%).

Uno sguardo comparato: Colombia, Cile, Nord Europa, Germania e Sud-Est asiatico

Il report allarga infine lo sguardo ad altri contesti.

In Colombia, il Paese si conferma hub regionale dei servizi per adulti: il 95,5% dei profili sulle piattaforme appartiene a persone di nazionalità colombiana e il 4,3% a migranti venezuelane, ma il 9,14% degli utenti applica filtri specifici per cercare escort venezuelane contro il 10,7% orientato verso le prepagos locali, segnale di una domanda per l'offerta migrante sproporzionata rispetto alla sua quota reale.

In Cile il lavoro sessuale volontario e autonomo tra adulti consenzienti è legale, mentre proxenetismo e tratta sono puniti fino a 20 anni: pur senza un reato autonomo di "turismo sessuale", ECPAT International e la polizia investigativa (PDI) ne confermano la presenza nella Regione Metropolitana, a Valparaíso e nel Nord del Paese, con SERNATUR e SENAME impegnati in campagne di prevenzione.

Nei Paesi nordici, tra il 70% e l'80% di chi vende servizi sessuali online è migrante da Paesi UE ed extra-UE; le lavoratrici straniere pubblicano orari di disponibilità quasi doppi rispetto alle colleghe autoctone, con una frequenza molto più alta di reperibilità h24, legata alla precarietà dei visti turistici trimestrali e all'impossibilità per le cittadine extra-UE di ottenere permessi di lavoro legali nel settore.

In Germania e nei Paesi Bassi, dove il lavoro sessuale è regolamentato come professione, oltre il 50% dell'offerta digitale censita è gestita da lavoratrici itineranti o straniere, con picchi di annunci in coincidenza di fiere ed eventi internazionali.

In Thailandia il mercato del turismo sessuale è stimato in circa 6,4 miliardi di dollari l'anno; le ricerche sull'impatto delle normative internazionali segnalano inoltre un effetto di "spostamento", per cui l'adozione del Modello Nordico in Paesi come Francia o Svezia non ha ridotto la domanda complessiva ma ha spinto parte dei viaggiatori verso mete extra-europee o verso Paesi limitrofi con normative regolamentariste.

SimpleEscort è una piattaforma di pubblicità pensata per il sexwork, attiva in 23 Paesi nel mondo. Conta più di 10 milioni di utenti unici mensili attivi ogni mese. Il sito offre un ambiente affidabile e sicuro di libero scambio tra domanda e offerta, moderando i contenuti e verificando con sistemi tecnologici di ultima generazione l’identità degli inserzionisti, sempre nel rispetto della privacy.
SimpleMedia è il progetto di ricerca di SimpleEscort. Ha lo scopo approfondire in modo reale e consapevole i temi legati a sessualità e sex work. Nell’hub vengono pubblicati ogni settimana ricerche di circa 30 contributori sparsi per il mondo: avvocati, psicologi, sessuologi, attivisti, sex workers, giornalisti. Tutti coloro che possono raccontare il settore e tutte le sue sfaccettature senza retorica.